domenica 23 maggio 2010

Il conteggio del testo

Prima di cominciare ad impaginare un libro, per avere un’idea di quante pagine svilupperà bisogna fare il conteggio del testo, così da poter valutare il formato del libro e la gabbia del testo.
Ecco come calcolarlo: si conta il numero di righe presenti in una pagina media e si moltiplica per il numero di battute presente in una riga spazi inclusi, la stessa operazione si fa per quanto riguarda le note a piè di pagina.
Fatto questo si moltiplica il totale della pagina per il numero di pagine finale.
















Es. 42 righe di testo x 100 battute spazi inclusi = 4200
10 righe di note a piè di pagina x 108 battute spazi inclusi = 1080
4200+1080 = 5280 (numero battute totali per pagina)
5280 x 101 pagine originali = 533280 battute totali nel file originale

A questo punto consiglio di arrotondare la cifra a 500000 per il semplice fatto che normalmente in un file originale ci sono sempre degli spazi in più (doppi spazi, spazi prima della virgola…), dopodiché si divide tutto per il numero di battute medio della pagina da impaginare, normalmente in un formato 17x24 il numero medio è di 2800 battute spazi inclusi, dunque 500000:2800 = 179 pagine.
Il numero finale sarà 180 pagine che dovrà essere arrotondato in base a come si stampa il libro, cioè se verrà stampato in digitale non cambia nulla, ma se si stampa a stampa offset dipende dalle segnature di stampa.

Word dà la possibilità di conteggiare tutto il documento in automatico, io consiglio sempre di farlo manualmente, per qualche strano motivo ho riscontrato spesso che il risultato finale si avvicina di più al conteggio manuale piuttosto che a quello automatico.







Buon lavoro!

lunedì 29 marzo 2010

Scivere per persuadere!

Cosa c’entra il copywriting con la letteratura?

Molti pensano che il copywriting sia in qualche modo imparentato con la letteratura.
Del resto, in entrambi i casi devi saperci fare con le parole.
Eppure qui Shakespeare non c’entra nulla.
E neppure Manzoni.
Un bravo copywriter sa che quando scrive la sua lettera di vendita o la sua e-mail deve prima di tutto comunicare chiaramente.
Non deve scrivere un capolavoro mondiale.
Non deve vincere un premio letterario per la sales letter di profonda introspezione psicologica che scava nei meandri dell’animo umano.
Nossignore. Un bravo copy deve prima di tutto produrre comunicazione efficiente.
E una comunicazione efficiente è quella che persuade.
Che produce messaggi che arrivano dritti dritti al destinatario senza perdersi per strada.
Per esempio una lettera di vendita che vende!
Il copywriting è un’arte, e come tale richiede la conoscenza di tecniche specifiche.
Basta solo decidere di impararle.
Se ti interessa l’argomento, trovi un buon approfondimento sulle tecniche di copywriting per il web in “Scrivere Per Persuadere”.
Proprio in questi giorni puoi vedere un estratto GRATUITO di questo corso
CLICCANDO QUI!
Come vedrai, non si tratta affatto di tecniche di “bella scrittura”, che so, di raffinati accostamenti di parole, di argute metafore, di concetti espressi in maniera attraente.
Infatti, un copywriter può decidere anche di scrivere in maniera sgrammaticata, colloquiale, informale.
Tutto va bene, purché sia funzionale alla sua comunicazione e non frutto di distrazione :-)
Le tecniche di scrittura persuasiva per il web, invece sono molto più semplici.
Prendiamo una lettera di vendita: è un tipo di documento scritto che ha delle parti ben specifiche, con un ordine abbastanza preciso, in cui tutto ha un funzione.
Quello che devi fare è semplicemente impadronirti delle chiavi d’accesso.
Una volta che le hai individuate, scrivere una lettera di vendita efficace è davvero un gioco da ragazzi.
Insomma, se ai premi letterari preferisci il premio di una lettera di vendita che funziona, ti consiglio di leggere (o guardare, o ascoltare) “Scrivere Per Persuadere”, il nuovo corso che svela tutti i segreti del copywriting per il web.
Quello efficace, naturalmente!

sabato 27 marzo 2010

Perché Composizione libri e non impaginazione libri!

Semplice, perché ritengo giusto chiamare con il nome appropriato il lavoro che stiamo per compiere.
Dire impaginazione è riduttivo e non appropriato, esistono programmi di impaginazione (Adobe Indesign, Quark Express, Adobe Page Maker…) ma quando l’autore scrive un libro crea un'opera, piccola o grande che sia, dunque la compone, pagina per pagina.
Chi fa il lavoro di impaginazione (cioè di composizione o fotocomposizione), assembla i pezzi dell’opera e dà uniformità al libro.
In poche parole, la veste grafica del libro è tanto importante quanto il contenuto, un libro può essere interessante ma se viene presentato male non invita a essere letto, dunque bisogna renderlo oltre che interessante anche gradevole, per fare un esempio pratico, e come mettere il motore di una Ferrari in una Cinquecento.
Qualcuno si chiederà come fare se non ha una dei programmi sopracitati e se non ha nessuna esperienza di composizione, niente paura! Affrontiamo tutto passo dopo passo!

venerdì 26 marzo 2010

Le parti del libro

Vediamo come è fatto un libro fisicamente!


Partendo dall’inizio del libro, come prima pagina c’è il foglio di guardia, che, lo si può trovare bianco o con un occhiello che riporta solo il titolo del libro, oppure con in basso scritto in un corpo piccolo, il nome e cognome dell’autore con il titolo del libro.
La pagina successiva sarà bianca, dopo avremo il frontespizio, dove in alto ci sarà il nome e cognome dell’autore e a trequarti della pagina, il titolo del libro con il logo dell’editore in basso, nella pagina successiva ci sarà il colophon, cioè la pagina dove avremo i dati del libro, cioè anno di edizione, isbn, i dati dell’editore e la legge sul copyright.






In costruzione


Ben venuti a TUTTI!
Molto presto mettero on line tutto quello che c'è da sapere sulla progettazione grafica del libro, e per i meno esperti come gestire la composizione in word...

A presto!